Ultimo Urlo - Inviato da: acm1989 - Mercoledì, 08 Settembre 2010 20:27
Non dimenticate di inserire in Area Download i testi degli esami di settembre !
 
Mission

 

La MISSION del Progetto è quella di migliorare la formazione degli 

studenti della Facoltà di Economia dell'Università Ca' Foscari di Venezia! 

L'Obiettivo è diventare l'Home Page degli studenti della facoltà di

Economia ed offrire una rete ai laureati in Economia di Ca' Foscari.

Costruendo un network di studenti si possono sfruttare le economia 

di rete sia durante che dopo la laurea.

Per conoscerci meglio dovresti leggere cosa hanno detto di noi:

 

Unieconomisti alla riscossa! Intervista rilasciata a MarketingArena.it il 05/03/07

Gli studenti si stanno aggiornando sempre più al mondo del web 2.0 e malgrado di questo se ne sia già parlato in un post precedente e sul blog www.firstdraft.it ho trovato interessante riportare alla luce il caso degli studenti di unieconomia.it che sono riusciti a creare un modello di istruzione vincente: il loro forum ormai ha raggiunto numeri di iscrizione molto elevati e credo abbia coinvolto gran parte degli studenti della facoltà di economia.

Il modello rappresenta un successo perché pone ad un livello superiore gli studenti, riuscendo a metterli in comunicazione laddove sarebbe sicuramente impossibile, creando una rete sempre più fitta di allievi pronti ad aiutarsi l’uno con l’altro, e non necessariamente a pagamento: anzi credo che il punto più riuscito del progetto sia lo spirito di solidarietà che si è creato tra gli utenti sfidando i non poco spessi muri del lucro nello scambio di informazioni e di appunti.

Quello che mi interessa far notare con questo post non è tanto il lato progettuale e tecnico, quanto lo sfondo che sta dietro a tutto ciò, ed è per questo motivo che non credo sia importante dover descrivere la costruzione del forum o le strategie che cercano di aumentare la partecipazione al sito stesso, anche se ho notato spesso che si è cercato di coinvolgere in più modi e su più fronti gli studenti, anche in modo divertente,e quindi vi rimando al sito per capire meglio tutto questo perché certe cose vanno vissute direttamente per capirle a fondo.

Mi sento dunque in dovere di dover fare i complimenti agli amministratori, e creatori, del progetto per essere riusciti in qualche modo ad unire gli studenti ed a portarli nel mondo 2.0: Anche Marketing Arena cerca un approccio 2.0, ma lo fa in modo e con strumenti diversi; ritengo tuttavia che le 2 piattaforme possano essere, come già detto in passato, due esempi di “studenti innovativi” che hanno la voglia e la forza di creare reti forti e coese e riuscire così a preferire la via della comunicazione e della collaborazione all’individualismo come unico driver di crescita.

In conclusione, vi propongo una intervista alla quale i fondatori del forum si sono gentilmente sottoposti e della quale si è occupato Luca Dalla Villa:

Chi è la mente di Unieconomia? L’anonimato dei responsabili è una cosa voluta ad Hoc?

Unieconomia.it nasce da due progetti distinti uniti ad un’ispirazione accademica. A gennaio 2004 nasce www.universita.ws da un’idea di Matteo Gubitta (Metius), una matricola di economia della sede di Portogruaro: Il sito rispondeva al classico bisogno tipico di una matricola isolata, ovvero chiedere informazioni a studenti più esperti.; c’era, infatti, una bacheca alloggi e un insieme di e-mail di studenti di varie università italiane. Nel maggio 2005 Michele Costola (Uno) crea www.cafoscari.tk un forum con circa 50 membri che mira alla condivisione di informazioni universitarie; proprio in quel periodo si annuncia l’introduzione del numero chiuso nella facoltà di Economia e Michele pensa di mettere alcuni avvisi che rimandavano ad una prima community degli studenti di Economia.

Seguendo il corso di E-Business tenuto dal prof. Stefano Micelli, Metius (che intanto si era trasferito nella sede di Venezia) viene folgorato dall’idea di costruire una communitydegli studenti. Comincia a sviluppare l’architettura di universita.ws ma si accorge presto che per sfruttare al meglio le potenzialità della rete serviva qualcosa di più… serviva cafoscari.tk! Di conseguenza Metius contatta Uno, che intanto stava già sviluppando nuove idee, e gli propone di entrare in universita.ws…. L’unione fa la forza!…ed è così che il 28 Novembre 2005 dalla fusione dei due progetti nasce la community Unieconomia.it!
L’incontro tra Michele e Matteo è stato naturale proprio perché avevano le stesse visioni su come organizzare il tutto.

Vorremmo chiarire il fatto che l’iniziativa non è del tutto anonima, i due responsabili hanno prontamente avvisato il preside della facoltà, sono pienamente consapevoli delle loro responsabilità e se cercate un po’ nel sito trovate anche le loro foto…
L’identità dei membri della community è, invece, volutamente (apparentemente) anonima perchè, sapendo che anche i professori leggono spesso il forum, crediamo sia fondamentale lasciare che gli studenti si esprimano liberamente proteggendo la loro reale identità senza temere ritorsioni personali.
Mi piace spesso ricordare a tutti che visitando Palazzo Ducale si può scoprire che anche l’antica Repubblica di Venezia aveva un sistema di denuncia ANONIMO efficace contro corruzioni ed irregolarità.

Vi siete mai trovati a gestire situazioni critiche a limite della censura? Alcuni prof. dell’Ateneo si sono lamentati?

Momentaneamente il team di controllo è formato da quattro moderatori e due portal visor, la
loro attività è necessaria a prevenire e reprimere ogni intervento considerato irregolare ed offensivo. “Stellina” in particolare riesce a coordinare l’attività di moderazione in modo da avere un controllo totale su tutti i post e a mantenere una buona qualità delle discussioni.
Ci è anche capitato di dover censurare interventi offensivi o troppo “estremi” e di aver espulso utenti non rispettosi del regolamento ed è anche per questo che abbiamo dovuto tenere i discorsi politici al di fuori del forum principale. Se una discussione decade in banali discorsi “da bar” ne paga la qualità generale del forum.

Sappiamo che alcuni professori parlano di noi durante le lezioni; ci risulta siano parole di stima che non fanno che renderci più popolari tra gli studenti. Nel forum non si fa niente di illegittimo, non ci sono traffici illeciti e soprattutto non ci sono offese!!!

Il forum è senz’altro utile per ogni studente di economia, ma la cosa che più colpisce è la freschezza dei contenuti. Ci sono idee che sono nate nel forum e che poi siano state apportate all’Università?

Sottolineo il fatto che “gli studenti ne vanno matti”, cioè trovano molto utile e divertente passarsi le informazioni sugli esami e i professori. Siamo arrivati a 1800 membri con il puro passaparola!!!
Per quanto riguarda il rapporto “Istituzioni-Unieconomia”, più volte noi amministratori abbiamo inoltrato alla presidenza le istanze e le lamentele sorte dagli utenti del forum; abbiamo addirittura sottoposto i nostri utenti ad un sondaggio per conto della presidenza stessa. Inoltre ci impegniamo spesso a pubblicizzare le iniziative dei professori, come i seminari e i laboratori.
Credo inoltre (semplice supposizione) che l’ideatore del tour fotografico virtuale dalla stazione FS a San Giobbe (inserito recentemente nel sito della facoltà di Economia) sia stato ispirato dalle foto presenti nella nostra gallery, nella sezione Road to San Giobbe ( nata un anno fa…).
A proposito di contenuti voglio invece annunciarvi che a breve uscirà il nuovo giornalino di facoltà che si chiamerà “il Macello”. La maggior parte della redazione è formata dagli utenti più attivi della community e molti degli argomenti che si tratteranno sono proprio stati ispirati da discussioni scaturite nel forum. Il giornalino avrà una sua appendice on-line nel blog (che sarà anche un video-blog) all’interno di unieconomia.it (www.universita.ws/ilmacello).

Altro che vogliate aggiungere?

A mio avviso il progetto più interessante di unieconomia.it è lo scambio di “materiale didattico” di ogni singola materia. Nell’Area Download & Condivisione gli utenti possono condividere appunti, esami e tutto il necessario per aiutarsi nello studio. Noi cerchiamo di incentivare lo scambio con il meccanismo dei Karma, ovvero assegnando un punto di Karma a chiunque inserisca del materiale (probabilmente daremo un premio a chi ne ha di più). Il principio di base è questo: una volta finito l’esame scrivi il testo dell’esame e condividilo con gli altri studenti! Condividi la tua esperienza e ne trarrai vantaggio anche tu! Ci sono quasi 300 file in condivisione…
Stiamo sfruttando solamente una piccola parte delle nostre potenzialità, vi riserveremo nuove sorprese e rivoluzioni…

Stefano Guerra per Marketing Arena (Post)
Luca Dalla Villa per Marketing Arena (Intervista)

 

Come imparano i nostri studenti di Stefano Micelli tratto da www.firsdraft.it del 26/11/2006

Il blog che ho attivato per dare voce agli studenti del mio corso di Economia e gestione della tecnologia ha contato circa 130 post in circa un mese e mezzo di attività didattica. Faccio due conti: in aula ho avuto poco più di una ventina di studenti: nell’arco di un mese e mezzo ogni studente, in media, ha scritto sei post, in pratica un intervento alla settimana. E’ una notizia. Chiunque abbia fatto lezione in un’aula universitaria conosce il silenzio imbarazzante che segue l’infelice richiesta “ci sono domande?”. Gli studenti, vuole il luogo comune, paglieggiano in attesa della fine della lezione in attesa di uno sprizzetto con gli amici, ciondolano in attesa di qualche notizia su qualche pre-appello. Soprattutto nessuna partecipazione in aula. Quei post sul blog del corso sembrerebbero una prova contraria.
Ho provato a verificare se i miei studenti costituiscono una clamorosa eccezione alla regola o se dietro all’exploit dei 130 post ci sia un movimento più consistente. Per questo mi sono messo alla ricerca di siti, blog e comunità gestiti e alimentati da studenti universitari con fini in qualche modo riconducibili al percorso universitario.
La mia navigazione è stata piuttosto fruttuosa: i blog studenteschi sono tantissimi, alcuni davvero interessanti.
Ne descrivo due avviati da studenti della mia università – Ca’ Foscari - che mi sembrano esemplificativi di due filosofie diverse (potenzialmente complementari). Il primo è www.unieconomia.it, la comunità degli studenti dell’ateneo. Nasce dall’iniziativa di un paio di studenti che decidono di costruire uno spazio per condividere una serie di informazioni cruciali per districarsi nella vita universitaria. Il sito – vero esempio di editoria 2.0 – aggrega contenuti di vario tipo (appunti, soluzioni di esami, avvisi) che sono aggiornati e inseriti dai diretti interessati. I forum ospitano discussioni su come prendere i libri di testo e affrontare gli esami. Le valutazioni su corsi e docenti sono condivise in tempo reale (l’indice di gradimento dei docenti si può verificare dopo la prima settimana di corso..). Il numero dei post sorprende; sorprende anche la vivacità delle discussioni.
Il secondo sito è marketingarena (http://www.ilmarkettaro.blogspot.com/), un blog avviato da una piccola redazione di studenti di marketing e di e-business. Ogni giorno viene pubblicato un post che approfondisce temi di marketing, di innovazione e, qualche volta, di costume. La redazione non si limita a riprendere articoli di giornale e lanci di agenzia: contatta aziende, società di consulenza, esperti del settore avviando con loro un dibattito che qualche volta diventa polemica, altre volte produce spunti su cui vale la pena proseguire. Gli accessi giornalieri sono circa duecento, con punte di mille se i post trovano collocazione su aggregatori di notizie comeoknotizie.alice.it. Marketingarena non è unico nel suo genere. Gli esempi di blog in cui gli studenti provano a confrontarsi con una comunità professionale più ampia sono numerosi, soprattutto nell’ambito del marketing e della comunicazione (fra i tanti consiglio assolutamentedisruption http://disruption.splinder.com/ sulle nuove forme della pubblicità, anche se ho ancora qualche dubbio che chi lo gestisce sia davvero uno studente).
Chi avvia e promuove iniziative di questo tipo non si limita a un servizio ad altri studenti: prova a costruire una propria reputazione e una propria visibilità nell’affollatissimo mondo del web attraverso il collegamento fra l’esperienza dei corsi universitari e le richieste (intuite) del mercato. Non so bene quanti fra questi avranno successo; di certo queste esperienze serviranno a segnalare al mercato gli studenti più brillanti e, forse, alcune diventeranno punti di riferimento per le rispettive comunità di interesse.
Una considerazione su questa prima (rapidissima) ricerca on line riguarda quella che chiamerei la rivolta dello studente munito di comprendonio. Licealizziamo la formazione universitaria, standardizziamo i corsi, vincoliamo il numero di pagine per singolo esame inseguendo un’idea di università ossequiosa delle regole di quella produzione di massa che in aula dichiariamo moribonda. Lo studente più brillante, per parte sua, si chiama fuori, scommettendo su un’esperienza dell’apprendimento diversa, più autonoma, più personalizzata, più legata all’interazione con riferimenti esterni all’accademia.
Propongo di prestare attenzione a questa avanguardia di studenti innovatori. Una rapida lettura dei blog studenteschi potrebbe risultare utile sopratutto a chi, con responsabilità di governo, si propone rimediare ai danni dell’ultima riforma. Sebbene in terra ostile, questi nostri studenti anticipano la riforma della didattica proposta negli Stati Uniti dalla National Science Foundation con l’obiettivo di convincere le migliori research university americane a coinvolgere gli studenti in attività di ricerca già a livello undergraduate. Finora blog e comunità nostrani sono stati il risultato di processi autogestiti, di imprenditorialità studentesca allo stato puro. Il successo del blog di Economia e gestione della tecnologia mi spinge a credere che sia ora di passare alla fase 2.
Stefano

 

 

Cronache dal mio primo barcamp di Vladi Finotto tratto da www.firstdraft.it del 15/05/2007

Non sapete che cos’è un BarCamp? Nessun problema, neanch’io fino alle 14.30 di ieri, ora di inizio del primo BarCamp veneto organizzato da Gigi in occasione del convegno “Condividere la conoscenza” al Vega. Il BarCamp è tecnicamente una “non-conferenza” in cui, a partire da un tema, chi ha qualcosa da dire prende il microfono e presenta idee, riflessioni, esperienze. Gli altri, a turno, ascoltano, chiedono, presentano. Ieri blogger veneti e non, docenti, consulenti, studenti, si sono confrontati sul tema del web 2.0 come strumento di creazione e diffusione della conoscenza.
Il BarCamp veneto è stato un successo per diversi aspetti. Ci siamo conosciuti, ho visto facce e ascoltato idee di persone che da diversi punti di vista e a partire da diversi background stanno lavorando con il web 2.0 e stanno cercando di capirlo. Senza pretendere di essere esaustivo, vi lascio qualche flash.

1. ho conosciuto Enrico il mio blogger di riferimento per quanto riguarda le cronache del Nord Est. Enrico ha dato alcune anticipazioni sulla sua ricercasui blogger italiani. Pare che il digital divide sia una cosa seria al Sud, che i blogger siano per lo più giovani maschi padani urbani e che le donne abbiano un atteggiamento intimista e riflessivo nell’uso del blog. Emerge anche che i blogger autorevoli oggi sono una fonte di informazioni, consigli e dritte insostituibili per le decisioni d’acquisto e che fungano da mediatori dei messaggi pubblicitari. Complimenti ad Enrico per lo sforzo e per aver portato, finalmente, dei numeri.

2. i nostri studenti di Unieconomia hanno saputo catturare l’interesse dei camper con le loro mirabolanti statistiche di utilizzo e la sventagliata di servizi offerti. Per inciso, gli economisti non si smentiscono mai: nella prima slide campeggiava un formidabile “asimmetrie informative” e a conclusione del tutto i nostri hanno sviluppato una serie di considerazioni sul business model attuale e futuro e sulla sostenibilità economica della comunità.

3. mi pare che il web 2.0 stia ridando slancio all’ambiente dell’elearning ed in generale alla riflessione sul ruolo delle tecnologie nell’apprendimento. Ricca di spunti “di vita vissuta” è stata la presentazione di Gianni sull’uso dei blog e del social software in aula. Ho trovato molto stimolante la riflessione di Corrado sull’integrazione tra sistemi tradizionali di E learning e social software. Bando all’entusiasmo troppo facile sul web 2.0 come strumento didattico, bisogna riflettere sulla sua adeguatezza in relazione a diversi pubblici e diversi tipi di apprendimento. Per un utente tecnologicamente poco maturo e che muove i primi passi all’interno di una disciplina o di un dominio di conoscenza, il social software potrebbe essere dispersivo. Per chi invece si destreggia bene tra tecnologie e contenuti, il social software rappresenta il complemento ideale dei sistemi di elearning tradizionali e permette di creare uno spazio di apprendimento autonomo molto efficace e gratificante.

4 in ordine sparso: i wikipediani hanno tenuto alta la bandiera dell’enciclopedia collaborativa, ho imparato che Second Life è luogo in cui si creano opere d’arte che poi si vendono nel mondo 1.0 e altro ancora (in attesa delle presentazioni, l’elenco degli interventi è sul sito del Barcamp).

Complimenti a Gigi. Non solo per l’abilità da Arturo Brachetti con cui ha cambiato giacca e cravatta della mattinata istituzionale presentandosi con una polo più consona al clima festoso nel pomeriggio, ma soprattutto per lo sforzo di far avvicinare e chiacchierare due mondi tra loro diversi: il mondo delle istituzioni e quello dei blogger. Non sento di poter dire che dal BarCamp di ieri siamo usciti con delle certezze sul web 2.0, ma d’altronde ve l’avevo detto: e’ una non-conferenza.

Vladi Finotto

 

 

 
 

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